SARTORIALIST VIA PADOVA

SARTORIALIST VIA PADOVA

L'eleganza si sa, è qualcosa al di fuori dal tempo. Dunque la Fashion Week è finita, ma quello che sembra non finire mai per i milanesi è la voglia di sentirsi eleganti in ogni occasione e in qualsiasi momento dell'anno, come vi mostriamo in questo servizio che abbiamo realizzato ieri in via Padova, ormai acclarata come cuore della metropoli multietnica e fucina delle prossime tendenze in fatto di stile.

Capitale italiana della moda ma anche dell'economia, Milano osserva in via Padova i nuovi diktat del mondo della finanza. Tra i broker il must di questa stagione è la cravatta portata corta con piglio situazionista, camicia bianca con colletto rampante e gessatino tre bottoni.

Ed è al bar Wall Street, sempre in via Padova, che si decidono le sorti dell'economia nazionale, ma anche dello streetwear internazionale. Maglione con zip Lotto per lui, giacca a vento con interno-collo pelosino e scale cromatiche che rendono omaggio alla sobrietà meneghina di stampo calvinista.

Un lusso audace smitizzato dal cappellino da baseball, mai indossato ma portato in mano con disinvoltura, importante dettaglio di statement. Ironico, spiritoso ma anche snob nelle sue scelte.

Altri accessori trend  sono il sacco della spazzatura e il cane raffazzonato, per un look barbon-chic. A sinistra tuta da sci fluo. A destra uno spezzato composto da pantaloni della tuta blu scuro e una felpa di triacetato che richiama i temi caldi di questa stagione.

Il piumino Moncler è il regista incontrastato dellinvernale ormai da due stagioni. Qui una sua imitazione è esaltata dal sapiente contrasto tra il blu notte e l'ecru.

Camicia tartan sportiva e sciarpa rossa impegnata. Impreziosisce linsieme il sacchetto ciano in pvc.

Il motivo tartan torna sotto a una giacca destrutturata tagliata un po' generosa, abbinata con le sneaker bianchissime brand new.

L'uomo sa anche essere rilassato e noncurante. Qui con giacca di pelle, camicia a fantasia quaderno e cappellino del Milan.

Il proverbiale total black musulmano, sinonimo di austerità e integrità, è qui rivisitato attraverso i pantaloni antracite. Le tinte scure incorniciano il viso e le mani per ribadire la centralità dellidentità e del fare. Unico tocco di colore: la borsa capiente, accessorio di una donna ormai dinamica.

Qui invece il total black musulmano viene reinterpretato in chiave ironica attraverso il total white. Del resto, white is the new black, come dicevano gli etruschi.

Ciano e magenta sono due dei colori primari della stampa. Eccoli citati in modo coerente nel piumino, anche smanicato.

La borsa fashion è sempre Louis Vuitton, qui sopra al piumino rosso Gabibbo. Torna nel gioco di contrasti il ciano della borsa spesa.

Vuitton, sempre Vuitton, fortissimamente Vuitton. Nella variante fashion sport

E nella classica formale, smitizzata dal'loutfit sportivo dai toni pastello.

Grandi ritorni: il tema tartan ritorna nel carrellino e torna anche il sacco della spazzatura, trascinato con spirito gâté.

Anticonformista e trasversale è il carrellino color ciano, da sempre oggetto simbolo del business meneghino di impronta calvinista.

Ancora carrellino ciano che spezza i cromatismi in progressione sulla scala dei marroni.

Un passo in più e si gioca con piglio dandy e irriverente proprio con l'onnipresente carrellino: qui non più utilizzato ma trascinato ripiegato; chiuso. Per protesta nei confronti dei diktat imperanti del fashion system.

Pile bicolore destrutturato e piumino smanicato con inserti in vernice che strizzano locchio a Jackson Pollock (possibile nuova tendenza?). Accessorio: il biglietto lotteria fluo scacciapensieri che ironizza polemicamente sulla crisi.

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