sanremo 2018, resoconto prima serata

sanremo 2018, resoconto prima serata

Sembra ieri che un anno fa eravamo qui  a parlare del festival e invece era un anno fa, mentre adesso siamo qui a parlare del festival. Non so a voi, ma a me tutti ‘sti cambiamenti spaventano. Iniziamo.
Partiamo dalla sigla, una roba pacioccona dove tutti gli artisti in gara cantano insieme popopopopo, ma non quella che pensate. Verrebbe già da spegnere la tv, ma per fortuna arriva Fiorello accompagnato da uno con un piumino che è salito sul palco per dire parole sconclusionate tipo “procuratore della repubblica”. Arrivano i bodyguard, lo allontanano con le buone, lo portano e nei camerini lo massacrano di botte, come si usa. Perché Sanremo è Sanremo. Fiorello legge il messaggio whatsapp che Baglioni gli ha inviato per convincerlo a partecipare e prende per il culo Claudio Baglioni e Gianni Morandi, così come piace alla gente. Applausi a profusione. Gran professionista, va detto ma il mio pensiero va a quello del piumino massacrato di botte e alle sue parole senza senso “procuratore della repubblica”. Me lo sognerò stanotte.

Dalle scale scende Baglioni, è vestito da Renato Balestra, ha pure lo “strichetto” ed è subito ovazione: CLAUDIO CLAUDIO CLAUDIO... così senza fare un cazzo. Gran profesionista. Va detto. Il suo obiettivo è “mettere al centro le canzoni” e inizia a disegnare un cerchio e a sproloquiare frasi tipo “passerotto non andare via” e “signora lia stasera”. I primi brividi corrono lungo la schiena. Qualcuno osa dire “Cheppalle”, ma lasciamo tempo al tempo e godiamoci il primo blocco di pubblicità.

Torna Baglioni e arriva pure Pierfrancesco Favino che sembra strafatto di peperonata, ma forse vuol solo far ridere e finalmente, dopo tutto ‘sto busonismo arriva Michelle Hunzicher con le tette di fuori, però di lato. Le battute sulla Svizzera si sprecano e la soubrette si impossessa del palco e spiega il regolamento. È evidente che Pierfrancesco Savino non abbia capito un cazzo e forse anche Baglioni. E la gara inizia.

ANNALISA - IL MONDO PRIMA DI TE
Dice che siamo montagne a picco sul mare, impariamo a volare, andiamo su, poi ritorniamo giù e ci toglieremo i vestiti per poter volare di nuovo. Una roba tipo fatica di Sisifo. Il gabbiano Jonathan Livingstone a Annalisa le fa una una pippa.

RON - ALMENO PENSAMI
Rosalino Cellamare arriva sul palco con una valigia contenete il cadavere di Lucio Dalla o meglio, una canzone inedita scritta dal peloso. Ah fossi un piccione, dice. Ma come, non era il piccione di Povia? No, no, questo è il piccione di Lucio Dalla. Soccia, allora è meglio. È meglio sì. Canzone molto bella, peccato che la canti Ron che fa rima con Piccion.

THE KOLORS - FRIDA (MAI MAI MAI)
Tammuriata, mai mai mai mai, fiori, mai mai mai mai, uè, oh, tamburi dappertutto e mai mai mai mai detto quattro volte, mente nel titolo c’è scritto tre volte. Il mistero si infittisce. Si dice che l’amore sarà un sfida come per FRIDA e parte assolo di chitarra di uno vestito da ammiraglio della Marina e mai mai mai mai. Quattro volte.

MAX GAZZÉ - LA LEGGENDA DI CRISTALDA E PIZZOMUNNO
Provo a seguire il testo e non capisco un cazzo. Dice fosse anche per 100 anni e aspetterò. E aspetta Cristalda, cosa vuoi che ti dica. Canzone pretenziosa. Comunque della leggenda di Cristalda e Pizzomunno non ci ho capito niente.

Pubblicità, l’assenza di Carlo Conti comincia a farsi sentire, ma per fortuna sul palco torna Fiorello che almeno ha ritmo e tira un po’ su la serata che, diciamolo, con ‘sto presentatore qui, il paggio e la bellafiga DUPALLE. O no?
Fiorello chiede al pubblico dell’Ariston chi voteranno (ma senza inquadrarli, in modo tale che solo lui e Baglioni sapranno chi vincerà le elezioni), poi telefona la Pausini che avrebbe dovuto essere lì a cantare, ma sta male e allora telefona. Sta prendendo il cortisone. Va bè, non c’è la Pausini e allora Baglioni canta E TU insieme a Fiorello che la canta meglio. A questo punto sorge spontanea la domanda: ma non potevano far presentare il festival a Fiorello? Anche vestito da Baglioni... é un’idea. La Pausini prende una Tachipirina e saluta. Torna la Hunzicher e annuncia l’arrivo di una botta di vita.

ORNELLA VANONI, BUNGARO E PACIFICO - IMPARARE AD AMARSI
La Vanoni in vestaglia ci spiega che bisogna imparare ad amarsi, poi cantano anche gli altri due, prima uno poi l’altro. In attesa che finisca questa canzone straziante che sono sicuro nei prossimi giorni andrà molto in voga negli ospizi della Milano da bere, cerco su google immagini quale è Bungaro e quale è Pacifico.

ERMAL META E FABRIZIO MORO - NON MI AVETE FATTO NIENTE
Momento Albania, un brano che piacerà molto ai carcerati e a chi ogni sera esce di casa per andare a lavorare in un forno per fare il pane. Una canzone da parrocchia che piacerà a chi va in parrocchia a fare il pane.

MARIO BIONDI - RIVEDERTI
Momento negro. Però bianco. Anche un po’ biondo. Per forza, è Mario Biondi, l’altro che ha cantato prima era moro e infatti si chiamava Fabrizio Moro. Quindi Meta cosa vuol dire? Esatto, vuol dire castano.

Riappare Renato Balestra, ah no é Claudio Baglioni che ci spiega perché è lì e perché insieme a lui c’è Pierfrancesco Favino che torna sul palco strafatto di friggione recita Leopardi e canta Quando quando, con le pinne fucile ed occhiale. Dovrebbe far ridere, ma inaspettatamente non ce la fa. Purtroppo Fiorello non torna e Favino canta un medley di canzoni sanremesi. Si scopre che sa cantare bene, ma chi sei frega? Dai, andiamo avanti coi giovani.

ROBY FACCHINETTI E RICCARDO FOGLI - IL SEGRETO DEL TEMPO
Ci sono giorni che muori dentro e non lo sai. Siamo a posto. Un brano toccante di non accettazione della vecchiaia. Forse la canzone più brutta di questo Sanremo, se la giocano con la Vanoni. Sui primi piani delle macchie gialle della pelle i due si allontanano. La vecchiaia è terribile.

LO STATO SOCIALE - UNA VITA IN VACANZA
Cazzeggio totale alla bolognese che in città ben conosciamo, canzone cantata veramente male, base dance da cinno scurzone e finalmente lei, la risposta alla scimmia di Gabbani: una vecchia che balla scatenata. Ha vinto lei. Facchinetti e Fogli Suck.

Arriva la Hunzicher che canta, gli altri due semi la seguono a gattoni e cercano di far ridere. Sono solo le 23,si comincia ad avvertire una certa stanchezza. In platea si attende che Fiorello torni, ma invano perché arriva Noemi.

NOEMI - NON SMETTERE MAI DI CERCARMI
Si guarda ancora al passato, a una storia di merda finita male. No fiuciar. E poi le grida. Sul palco c’è odore di soffritto. Che nostalgia. E Noemi taglia le cipolle e si mette a piangere. Però incazzata. Testo di Cannavacciuolo.

DECIBEL - LETTERA DAL DUCA
Avete presente CONTESSA? Era una bella canzone.
È Il DUCA? Non é una bella canzone.
I see the town, I see the mountains, another game va ban a cagher

ELIO E LE STORIE TESE - ARRIVEDORCI
Sul palco vestiti da indiani ecco gli Elii con una canzone autocelebrativa della loro carriera, una canzone di congedo, finalmente dei vecchi che si fanno da parte. Che siano l’inizio di una lunga serie. Bravissimi. La mia preferita. Arrivedorci.

GIOVANNI CACCAMO - ETERNO
Cazzo. Con gli Elii avevo visto un raggio di sole, gli anziani che si fanno da parte e arriva questo giovane vecchio dentro che minaccioso canta ETERNO e lo fa sottovoce. Senza ritornello. Aiuto.

RED CANZIAN - OGNUNO HA IL SUO RACCONTO
Arriva un altro vecchio. Mi piace Red, non invecchia mai, che bravo Red... amo i Pooooh cantavo ed eccolo qui a fare dello storytelling efficace. Son contento di me, testimone del tempo... dice lui. Insomma un vecchio che si racconta. Niente di più terribile. Ognuno ha il suo racconto. Di merda.

LUCA BARBAROSSA - PASSAME ER SALE
Sottotitolo “E vedi d’annà a fanculo” o “Te saluta Erca”.”Chi?” “Ercazzo”. Canzone di rimpianti, ma anche di rimorsi. Genere Lando Fiorini.

Intermezzo dell’orchersta che suona la colonna sonora del postino e altra musica da vecchi. Si testa il livello di sopportazione, ma a sorpresa arriva Gianni Morandi (é da tre ore che viene annunciato il suo arrivo) che canta. Come ben sapete, le disgrazie non arrivano mai da sole e insieme al forever young arriva Baglioni e parte un duetto da strisciamento di maroni sul parquet. Non capirò mai il successo di Morandi. E non sto parlando delle sue performance su Facebook, quello lo capisco. Segue duetto Morandi e Tommaso Paradiso.

DIODATO E ROY PACI - ADESSO
Niente passato, guardiamo adesso, ascoltiamo la tromba di Roy Paci. Ascoltiamo Diodato. Facciamolo adesso. Spegniamo.

NINA ZILLI - SENZA APPARTENERE
Finalmente una canzone contro gli uomini. Vecchi. Lei molto brava, canzone molto brutta. Seguono applausi di circostanza.

Pausa, telegiornale, si spera di andare a letto e invece no. Baglioni si siede al pianoforte e comincia a cantare insieme a Favino BELLA SENZ’ANIMA. È qualcosa di insostenibile, ma la situazione degenera con l’arrivo di tuti gli attori dell’ultimo film di Muccino. Manca solo che arrivi Toni Servillo e poi siamo a posto, ma fortunatamente nell’ultimo film di Muccino non c’è. Però c’è Muccino. E lo spot è pronto. Stefania Sandrelli e la Hunzicher annunciano l’arrivo di un nuovo cantante.

RENZO RUBINO - CUSTODIRE
Troppo giovani per invecchiare insieme, dice. Sì perché da quello che si è visto sul palco dell’Ariston la gioventù protratta è lunghissima. E mica solo per gli etero.

ENVO AVITABILE E PEPPE SERVILLO - IL CORAGGIO DI OGNI GIORNO
Capelli tinti uno, calvo l’altro. Si canta e si gesticola. È di scena la vecchiaia, o la gioventù protratta, decidete voi cosa vi fa star meno peggio. Vedi Napoli poi muori? Una volta.

LE VIBRAZIONI - COSÌ SBAGLIATO
Sì, un brano così sbagliato. Se chiudi gli occhi sembra una canzone dei Negramaro, se apri gli occhi li vedi e dici “Ma chi sono ‘sti signori?” E ti accorgi che sono quelli di IMMENSAMENTE GIULIA quindici anni dopo. E non ti sei sbagliato.

Fine delle canzoni in gara e dopo un siparietto di tre comici over 40 che non fan ridere a sorpresa la classifica della giuria demoscopica suddivisa in tre gironi infernali.

PIACCIONO
Zilli, Stato sociale, Noemi, Annalisa, Gazzè, Ron, Meta Moro

INSOMMA
Barbarossa, Biondi, Kolors, Elio, Caccamo, Vanoni Bungaro Pacifico

LAMMERDA
Decibel, Diodato e Roy Paci, Rubino, Avitabile e Servillo, Red, Vibrazioni, Facchinetti e Fogli

E su queste tendenze si va a letto con la consapevolezza che l’orrore della gioventù protratta ad ogni costo (leggi: vecchiaia), sarà la grande protagonista di queste cinque giornate in cui si tasterà il polso della nazione dove Renzi tuitta: Ha già vinto lui #Fiorello superstar oggettivamente il numero uno #Sanremo2018

 

RSS