sanremo 2017 - commento terza serata cover

sanremo 2017 - commento terza serata cover

Fiato alle trombe, suona l'orchestra, arriva "El negro" che annuncia la serata cover e la gara al massacro tra i sei scarti, ma soprattutto quei quattro carciofi delle nuove proposte.

Il primo è MALDESTRO, un tipo della bassitalia con gli occhiali da sole e un cappello da umarell, canta con voce roca CANZONE PER FEDERICA, una che forse gliel'ha data e adesso non gliela dà piú come succede in questa occasioni.

Il secondo É TOMMASO PINI, un macellaio cappellone vestito da capitan fracassa che interpreta COSE CHE DANNO ANSIA. Bel titolo, canzone un po' da busone che potrebbe piacere anche a un pubblico di etero del ceto medio .

Terza VALERIA FARINACCI, una tipa smunta con la gioia di vivere di un terremotato dell'Irpinia, canta INSIEME, dice che bisogna stare insieme, volersi bene, fare un sacrificio che è come aprire un panificio... insomma sta malissimo. Nella mia vita ho conosciuto diversi fornai e stavano malissimo. Questa qui non ho capito se fa il fornaio, ma sta malissimo. Canzone urlata, tipo uno che sta male al panificio.

Ultimo LELE che forse di cognome fa MOSINA, canta ORAMAI, un brano anonimo come anonimo è LELE di blu vestito e di orecchino addobbato per uscir dall'anonimato.

Solita scena di Carlo Conti che fa finta di non sapere chi sará eliminato. "Stop al televoto" dice. Arriva pure Maria De Filippi, poi la sentenza. Eliminato quel busone di TOMMASO PINI e VALERIA FARINACCI che se ne torna al panificio.

Finalmente si inizia. Maria De Filippi racconta che da bambina era vivace, Carlo Conti racconta che da piccolo era un negretto buono buono e ascoltava lo Zecchino d'Oro e come per magia Il piccolo coro dell'Antoniano appare sul palco del Teatro Ariston proponendo un Medley delle canzoni che hanno accompagnato l'infanzia di alcuni parlamentari del pentapartito, ma anche brani più moderni, tipo "Il coccodrillo come fa", Le tagliatelle di nonna Pina", "Le scoregge del nonno Carlo", "Donald Trump little asshole" e " Fuck the police". Applausi in sala e cariche della polizia. Viene intervistata la bambina Giada che alcuni giorni fa è caduta dal letto e adesso ha un bernoccolo enorme. Gran finale coi cinni che cantano CHE SARÀ, un'esortazione a prendere la vita come viene che tanto si muore.

E adesso cover!

CHIARA canta DIAMANTE
Sul palco insieme a lei Mauro Pagani che suona pure il violino, esibizione perfetta, c'è poco da dire. Non sembra neanche di essere a Sanremo.

ERMAL META canta AMARATERRAMIA
Una nuvola di tristezza riempie il teatro Ariston, i corvi cominciano a gracchiare, i morti escono dalle tombe e Ermal che sembra Edward mani di forbice li accoglie sul palco insieme a lui. Verrà ritrovato in stato confusionale alle 23.30 sull'A10 abbracciato a un guardrail.

LODOVICA COMELLO canta LE MILLE BOLLE BLU
Lodovica ha un vestito di carta rosso e fa le bolle, mille per l'esattezza, poi la canzone finisce e prima di andare via con il mocio pulisce il pavimento che se no chi c'è dopo scivola.

AL BANO canta PREGHERÒ
L'umarell pugliese interpreta STAND BY ME in italiano, lo fa indossando un cappello bianco da uomo del monte che ha detto "Sì". Esibizione raccapricciante, tipo lo zio che alla comunione di Peppiniello impugna il microfono e ubriaco si mette a cantare tra l'imbarazzo dei presenti. Finita l'esibizione va a orinare nella stalla dei cavalli e si becca una zoccolata in faccia.

Si stacca un attimo. Sul palco arriva Annamaria Pollacci, una signora alta un metro e quaranta, di 92 anni. La signora Pollacci ha fatto nascere 7342 bambini, l'ultimo lo ha fatto nascere il 13 gennaio e tra un po' ne farà nascere uno nel backstage del teatro Ariston. Il primo bambino che ha fatto nascere è nato nel 1945 e adesso va a vedere i cantieri con gli amici. La sua canzone preferita di Sanremo è SON TUTTE BELLE LE MAMME DEL MONDO, chi l'avrebbe mai detto.

Pubblicità col ballerino della Tim che presto finirà nel dimenticatoio, appare la De Filippi, alle sue spalle un gruppo di cinni e parla di gente che in Sudamerica vive in mezzo alla spazzatura, in particolare una bambina che si chiama Celeste che suona un violino costruito con materiali del rusco e adesso suona in tutto il mondo con questa orchestra di gente che ha strumenti presi dal bidone del rusco, tipo una lattina d'olivo che è una chitarra, una bottiglia di plastica che è un oboe e adesso 'sti qua suonano in giro per il mondo raccogliendo soldi per la gente che vive in mezzo al rusco in Sudamerica. Non chiedetemi altro che non ho capito niente, ho solo capito le parole "rusco", "pattume" e "spazzatura". Topi però non l'hanno detto.

FIORELLA MANNOIA canta SEMPRE E PER SEMPRE
Due maroni al tamarindo. Molto brava, sì, certo, macheppalle. Pure la cover di De Gregori, ma osa un po'... che ne so... reinterpreta Faust'o, Garbo, Umberto Smaila, i Camaleonti, Pierpaolo Capovilla, Caparezza. È un'idea.

Arriva Crozza vestito da Papa Francesco e spara due cazzate su Sanremo e fa un bel parallelismo tra i contrasti all'interno della chiesa e all'interno dei Subsonica, poi spiega che il governo Gentiloni è una cover del governo Renzi e altre cazzate così. Poi parla di nostalgia, Carlo Conti ride, la De Filippi meno. Crozza si domanda quand'è che si stava meglio, domanda che spesso sui social ci poniamo tutti e anche lui arriva alla conclusione a noi nota: mai stati meglio. Ci voleva Sanremo per capirlo. Ci voleva Crozza.

ALESSIO BERNABEI canta UN GIORNO CREDI
Versione petalosa del noto brano di Edoardo Bennato, orrenda. Eppure l'originale è bella. Misteri dei petali.

PAOLA TURCI canta UN'EMOZIONE DA POCO
Brano storico di Anna Oxa reinterpretato da quella punk di Paola Turci che ne esce benissimo, sembrava di essere tornati nel 1978 quando si stava meglio, ma adesso non esageriamo. Fu un anno di merda, andate a leggere su Wikipedia poi mi dite.

Pubblicità col ballerino della Tim che presto finirà nel dimenticatoio e arriva un po' di enterteinment per busoni con il cantante Mika, uno che ha capito che un paese come l'Italia gli altri se lo sognano. Sempre bravo, ma meno di Giorgia. "Va bè che paragoni sono" mi dice uno. "Così, per creare un po' di tensione" faccio io. "Ah" dice lui. Carlo Conti invece dice che Mika parla come "Stanlio e Ollio". Forse ha ragione lui, ma Mika si svicola e canta un brano di George Michael. Ed è subito morto moment.

 

Pubblicità col ballerino della Tim che presto finirà nel dimenticatoio e in prima fila sbuca una zdaura di 105 anni che canta QUEL MAZZOLIN DI FIORI e il pubblico fa il coro. Bravissima. Ha vinto lei, seconda la Mannoia (che vince lei, lo sapete vero?).

GIGI D'ALESSIO canta L'IMMENSITA'
Napoli si abbatte su Sanremo e non è bello per niente. Gigi dedica questo brano cupo al boss delle cerimonie che ci ha lasciato di recente e a tutti gli scugnizzi che in questo momento stanno rubando un autoradio dal cruscotto di una Fiat Ritmo parcheggiata in un cortile nel quartiere di Scampia. Anche Saviano applaude e si asciuga una lacrima dal ginocchio. Bei momenti.

FRANCESCO GABBANI canta SUSANNA
E Gabbani ride, già si gusta la cazzata. Imbraccia la chitarra e canta 'sto brano di Celentano che è una cazzata totale. Lo sapete che è una cazzata totale, vero? Bravo Gabbani. Bel maglione.

Ci si stava divertendo e arrivano Gassman e Giallini a presentare il film BEATA IGNORANZA dove si parla di cretinismo digitale e presentano il nuovo big.

MARCO MASINI canta SIGNOR TENENTE
Minchia che cover hipster, minchia che rap, viene quasi da urlare vaffanculooooooo e viene voglia di andare in questura a denunciare il furto del portafogli che a Sanremo li rubano. Si sa.

MICHELE ZARRILLO canta SE TU NON TORNI
Una cover di un brano di Miguel Bosè, indimenticato interprete di brani del calibro si OLYMPIC GAMES e SUPERSUPERMEN. ZARRILLO ci emoziona, poi va al Mc Drive a ordinare un Milk Shake al riso basmati e una rosa blu. Però bio.

ELODIE canta QUANDO FINISCE UN AMORE
Tragedia. Elodie piange. No, dai. Oh succede. Sì vabè dai, non fare così. Sì ho capito. Ah... è una cover di Cocciante? Non la conoscevo. Posso dire che non mi piace? Ok. Non ti sei offesa eh? No? Ok, va bene. Però basta con 'sti urli. Si, ho capito che è una cover di Cocciante ma son già le undici e mezzo. Piemme.

Arriva una sorpresa, Alain Delon e Jean Paul Belmondo, però la figlia di Alain e la nipote di Jean Paul. Seguono domande sull'Italia, la bella italia di una volta, di Mastroianni. Nessun accenno all'attentato di Nizza, quello col Tir. Le loro canzoni preferite sono VOLARE e L'ITALIANO. E a noi che cazzo ce ne frega? Però è bene saperlo.

Pubblicità col ballerino della TIM che piace tanto e delle mucche di Vipiteno, tutti amano Sanremo.

SAMUEL canta HO DIFESO IL MIO AMORE
Si narra che Samuel cantò per la prima volta questa canzone alla cresima del cugino sovrappeso Manuel che dieci anni dopo gli rubò la fidanzata e insieme fuggirono a Rovigo dove andarono al cinema a limonare. Si narra che Samuel li raggiunse e cercò di strappare dalle grinfie di Manuel la ragazza che si chiamava Ariel, ma Manuel la difese e Samuel se ne tornò a casa in autostop. Durante quel viaggio conobbe Calogero Carapelli ed ebbero una breve storia.

SERGIO SILVESTRE canta LA PELLE NERA
Arriva Silvestre  che quando canta si ha sempre la paura/sensazione che a metà canzone arrivi Hulk Hogan con una sedia di polistirolo per rompergliela sulla schiena. Ovviamente canta che vorrebbe la pelle nera.

FABRIZIO MORO canta LA LEVA CALCISTICA DELLA CLASSE '68
Ancora De Gregori, più nazionalpopolari così si muore. Cover interessante, Fabrizio Moro la reinterpreta e la canta pure meglio, per alcuni minuti si trasforma in Fabrizio de Gregori e De Gregori diventa Francesco Moro. Una roba tipo il film FACE OFF, non so se lo avete visto. Lì ci sono Nicholas Cage e John Travolta. Se non l'avete visto vedetelo che adesso c'è la pubblicità col ballerino della tim e dopo inizia la gara ad eliminazione tra le sei canzoni più brutte del Festival e due se ne andranno pure a casa. A no, manca ancora uno.

MICHELE BRAVI canta LA STAGIONE DELL'AMORE
Che bella canzone, mi ricorda quando ero giovane e sognavo di fare il tastierista di Battiato. Peccato non aver mai imparato a suonare dignitosamente la tastiera, altrimenti adesso sarei in tour con Battiato o a casa sua a sorseggiare tè del governatore della Libia con la TV accesa su rai 1 e dire " Ma chi cazzo è Michele Bravi? Mi ricorda le balinesi nei giorni di festa".

Ed ecco Luca e Paolo. Si dovrebbe ridere e Carlo Conti ride. È già qualcosa. Si parla di paura. Ho paura.

Parte la #garadellemerde, inizia DONALD RON con L'OTTAVA MERAVIGLIA che a un secondo ascolto è ancora brutta. RAIGE E GIULIA LUZI ci riprovano con TOGLIAMOCI LA VOGLIA che è ancora una canzone orribile, più di quella di RON. Per ora sono ultimi, ma arriva quella peracottara di BIANCA AZTEI che grida ORA ESISTI SOLO TU, un brano orribile, ma per ora è la canzone migliore delle tre canzoni peggiori sentite fino ad ora. Arriva CLEMENTINO con la sua orribile RAGAZZI FUORI, il rischio di essere eliminato è abbastanza concreto, visto che FA TALMENTE MALE di GIUSY FERRERI è brutta, ma non così o forse è lei che sta cantando male, sembra LIGABUE. Per ora è fuori lei e quei due là che non mi ricordo neanche come si chiamano. NESLI E ALICE PABA concludono 'sto strazio con DO RETTA A TE. Canzone orribile, ma forse ce la fanno a salvarsi. Mi pulisco il vomito dalle labbra e faccio il mio pronostico: eliminati RAIGE E GIULIA LUZI + NESLI E ALICE PABA.

Andrà così?
In attesa del responso della #garadellemerde ecco il podio della #garadellecover con MARCO MASINI terzo, PAOLA TURCI seconda e ERMAL META primo.
Che disastro.
Un po' di pubblicità e finalmente la fine.
E invece no, arriva LP che tra un fischio e l'altro interpreta una memorabile versione di LOST ON YOU OH OH OH OH OH OH OH OH OH OH OH OH e la De Filippi batte le mani al ritmo di OH OH OH OH OH e Carlo Conti suona i bonghi. Segue gara di fischi tra i tre e vince l'Obama italiano, seconda LP che viene costretta a cantare anche OTHER PEOPLE. Bravissima, non sembra nemmeno di essere a Sanremo.

Collegamento con Rocco Tanica e i wrestler.
La De Filippi non ride e Carlo Conti annuncia che NESLI & ALICE PABA e RAIGE & GIULIA LUZI se ne possono andare a casa, del resto, che big erano?
Fine.

Danilo Masotti

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