Morte a Venezia di Luca Guadagnino

Morte a Venezia di Luca Guadagnino

MA A UN BEL MOMENTO: PERCHÉ GUADAGNINO NON GIRA IL REMAKE DI MORTE A VENEZIA CON HELMUT BERGER? MA TUTTO FATTO IN STUDIO COME QUERELLE DE BREST, CON RENATO POZZETTO CHE FA IL MATTO SUL VAPORETTO, GIL CAGNÈ CHE GLI TINGE I CAPELLI, TRIPLI SERVIZI E INGRESSI FORNITORI, ASCENSORI CHE ENTRANO IN CASA, PAVIMENTI IN MARMO E TOP IN CORIAN, FONDI BILANCIATI E RISPARMI GESTITI, PRIVATE BANKER CHE MANGIANO LA COTOLETTA ALLA FONDAZIONE PRADA FRITTA NEL BURRO CHIARIFICATO DI OMA E PORTALUPPI CHE SUONA IL PIANO. NELLA SCENA DEL TRUCCO CHE COLA MONTAGGI RAPIDISSIMI DI BUKKAKE DELLA GGG CON ALWAYS HARDCORE CHE SALE IN SOTTOFONDO E POI IN UN CRESCENDO FINO AL VOLUME ECCESSIVO. E DOPO TOAST IMBURRATI LÌ SUBITO PRONTI, E TABACCHI INGLESI E PIPE DRITTE FLUO, AMPLIFICATORI NAIM E DIFFUSORI PROAC, CAMICIE DELLA OLGA SU MISURA CON LE CIFRE, RS6 CHE DRIFTANO SUL BAGNASCIUGA DEL LIDO SPUTANDO FIAMME AL RITMO DEI TROMBONI DI PURCELL, ADELPHI COLOR PASTELLO CHE BALLANO L’ADAGIETTO DI MAHLER, ROBERTO CALASSO E BOBI BAZLEN (UN FRANCESCO BENIGNO IN STATO DI GRAZIA) CHE SPACCANO UNA M3 A MARTELLATE URLANDO MAFIA! MAFIA! MAFIA! MAFIA! DAMIANO DAVID NEL RUOLO DI TADZIO CHE ESCE DALL’ACQUA, VA INCONTRO AD ALEX MAGNI DELLA CENTOPERCENTO CHE LO ASPETTA CON L’ASCIUGAMANO E POI SI MANGIANO LA SACHER DI KNAM SOTTO L’OMBRELLONE, BELLI COMODI SU SDRAIO DI VELLUTO VIOLA. STATUE GRECHE CHE SI RIFUGIANO SOTTO IL PATTO DI VARSAVIA CON LE BRIOCHE DI SISSI SOTTO LE ASCELLE, WHEN THE ROUTINE BITES HARD AND AMBITIONS ARE LOW. TÈ VERDI GIAPPONESI DEL NATURASÌ, FRANCO BERRINO CHE FA IRONIA SUGLI ULTIMI ESAMI DEL SANGUE DI GIOVANNI FALCONE, JAKE LA FURIA CHE TAGGA I FONTANA, GERMANO CELANT CHE SALUTA DA LONTANO BELLO PACIAROTTO SUL MATERASSINO PRESO IN ALLEGATO CON GENTE, DIETER RAMS CHE SMUSSA GLI ANGOLI E NEL FINALE BOTTIGLIATE IN FACCIA DI ROMANÉE-CONTI TRA I DRUGHI E CLAUDIO AMENDOLA, MENTRE ADOLF LOOS GRIDA DELITTO! DELITTO!

ildeboscio