martedì, venerdì

martedì, venerdì
Martedì

Oggi sono uscito alle tre perché Xxx è di nuovo a Parigi e allora ho accompagnato dei conoscenti (napoletani, gestiscono linee erotiche) a comprare dei Rolex e dei Frank Muller per via di 'sta storia degli sconti che ho da 'sto tizio con sei telefoni che compra, vende e arriva sempre in ritardo. Loro poi son tornati a Torino e io ho preso un taxi per andare dall’altra parte del lago a svegliare quel mio nuovo amico tedesco  al quale sabato mattina ho fatto sfasciare la Porsche solo che lui aveva appena preso dei sonniferi e non ce la faceva più ad alzarsi perché troppo ubriaco e allora ho deciso che forse dovrei comprarmi un cellulare perché non è possibile che mi faccia 100.- di viaggio per nulla. Il suo vicino di casa è stato così cortese da riportarmi dall’altra parte con la sua nuova barca che secondo lui per questo lago è un po' sprecata e io volevo dirglielo che lui, secondo me, era un po' sprecato per quel bellissimo vestito che indossava. Fortunatamente nel mio portafogli avevo ancora il numero di telefono e l'indirizzo di una che avremmo voluto visitare venerdì sera. Prima di chiamarla mi son chiuso nel bagno di un bar perché non posso mica andarci stanco da una puttana, anche perché c'ho 'sta fissa in testa secondo la quale posso venire solo dopo la signora di turno. Un altro tassista, questa volta arrogante e con un Daytona falso, m'ha portato davanti alla Sede del Circolo Sardo. Lì, al terzo piano, m'ha aperto la porta 'sta brasiliana che in foto m'era sembrata diversa ma che era comunque molto bella. Ho finto d'essere brillante finché non le ho detto che mi vergognavo della maglietta che indossavo perché sotto alla giacca di Burberry e alla camicia di Prada indossavo una t-shirt comprata in un grande parco giochi americano. Lei ha apprezzato molto il fatto che Taz fosse intento a cuocere Bugs Bunny che stava dentro 'sta tasca a forma di pentola all'altezza del mio capezzolo sinistro. Mi sono spogliato e lei s'è spogliata. Mi sono sdraiato e lei s'è sdraiata. Poi sono andato sotto la coperta perché avevo freddo. Mi ha anche baciato il buco del culo. È stato tutto molto divertente. Infine le ho dovuto fare delle foto perché quelle che stanno sul suo sito ora non le piacciono più. Ecco, mentre tornavo a casa mi son chiesto se era davvero il caso di lasciarla parlare, perché io mica le volevo sapere le-storie-di-suo-marito-della-suocera-del-Brasile-e-così-via. Così è successo che alla fine l'ennesimo tassista, questa volta discreto ed educato, m'è sembrato più simpatico di quanto non lo fosse quella bellissima ragazza alla quale avevo appena inondato il viso di sperma.

Una mia amante mi ha appena lasciato tramite il messenger. Non so cosa fare questa sera. È un mondo meraviglioso. 

Venerdì

Sono stanco, arrivo a casa e voglio solo dormire. Xxx è dal parrucchiere, la chiamo e mi dice che va a fare l'aperitivo con un'amica e poi mi raggiunge a casa. Vorrei addormentarmi tra le sue braccia, anche subito, ho solo sonno, fatico a controllarlo, non sopporto questo stato. Passa un'ora, la chiamo ancora, è fuori a cena con un'altra amica, lontano da qui, impossibile raggiungerla. Raggiungo X, il tedesco delle ultime volte, in un ristorante di fianco al Casinò, sul lungolago. Sono tutti molto eleganti, io e lui no: causal trasandato, barba non curata. Solito tavolo, dove oltre ai proprietari - una splendida coppia di cinquantenni - raggiungo altri tossicodipendenti e puttanieri solo apparentemente insospettabili. Line sul tavolo, davanti a tutti, line nel bagno delle donne, line in macchina, line al Xxxx dove due ore dopo raggiungiamo Xxx e una sua amica con la quale ho avuto una splendida notte di sesso due anni fa. Xy, l'amante che m'ha lasciato tramite il messenger, la saluta... non si parlavano da anni (oltre ad essere stata la mia amante era una mia ex e la sua migliore amica). Ho avuto paura di dover giustificare qualcosa. Altri line, lei non se ne accorge, la cosa più importante è fare di tutto perché lei non se ne accorga. Taxi, arriviamo al Xxxxxx, avevo chiesto un tavolo con un divanetto e invece me ne ritrovo uno davanti alla pista, dove mi è impossibile appoggiare la schiena e stare comodo. Sto male. Bagno, altri line. Bagno, altri line. Bagno, altri line. Sto bene. Sto di nuovo male. È come l'inverno freddo, è come il dolore, è come il sesso. È come se fosse bello. Lei balla, si diverte, è bellissima, tutti la guardano. Ci coccoliamo, ogni tanto s'allontana con le sue amiche, io sto sempre peggio, non riesco più a stare seduto dritto, non riesco più a parlare, non voglio più parlare, quelli che mi parlano mi irritano, chiedo al tedesco di non parlarmi più, lei mi crede stanco, non sono mai stato così stanco, mi cade la testa, non m'era mai successo che non riuscissi a controllarmi. Guardo lei che balla, guardo gli altri che guardano lei che balla, guardo me che guardo lei e non sono più lì. Più difficile di tutto è fingere di essere solo stanco, mente in verità ho il cuore che batte ad una velocità che non credevo possibile, maschero il fiatone, fingo distacco ma la testa è troppo pesante. Penso a lei che tra 4 giorni andrà a vivere a Parigi, mi sento vuoto. Finalmente usciamo con la sua amica, due taxi, mi sdraio su di lei, sono solo le quattro, lei mi vede stanco, parlo con una voce da bambino, fingo d'essere dolce, placido, calmo e intanto il cuore continua a battere sempre più forte. A casa lei s'addormenta subito, io continuo a fissare il vuoto. Sono le quattro e venti, sono sveglio, sono le cinque, sono sveglio, sono le sei, sogno lo Xanax che ho finito, sono ancora lì, di fianco a lei, più lontano che mai, mi viene in mente anche Y, sono solo, penso troppo, vorrei poter dormire, da ore non respiro più con il naso per paura che possa capire.

Più difficile di tutto è respirare.

 

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