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dietro a qualsiasi cosa uno dica, c'è dietro qualcos'altro.
nel dire che dietro a qualsiasi cosa uno dica c'è dietro qualcos'altro, c'è il principio di affermazione del proprio spirito di osservazione superiore a quello di qualsiasi altro, nell'inganno su cui si mantiene il mondo per cui nonostante tutto chiunque si sente migliore di chiunque altro. nel non dire niente c'è il delirio di onnipotenza surrogato dall'esperienza per cui chi ha molto visto e sentito arriva a permettersi di pensare che sia tutto indifferente, fare o non fare, esistere o non esistere, e quindi non potendo prevalere facendo ed esistendo, per affermare la sua supremazia dice che tutto non conta niente.
e dietro al non voglio niente, non ho bisogno di niente, c'è sempre un amami, perché l'universo è un bambino che non sa chi è, cos'è, cosa fa, e avanza a tentoni come nubi gassose tra big bang e buchi neri, crea mondi paralleli come compagni di giochi della sua noia.

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