La Appendino e la Raggi hanno vinto perché non sono “grilline”

La Appendino e la Raggi hanno vinto perché non sono “grilline”

Un avvocato e la figlia di un dirigente di Confindustria, non un sistemista o un tassista: erano queste le figure che pensavate sarebbero diventate i sindaci m5s di Roma e Torino quando a Bologna nel 2007 ci si radunava inneggiando al fanculo e al wifi?

La Appendino e la Raggi rappresentano la terza leva dei candidati grillini: la prima leva erano i pionieri del movimento, quelli eletti nei consigli comunali nel 2010 e 2011 ( di cui peraltro la Appendino fa anche parte), mentre la seconda leva erano gli esclusi da quei consigli comunali che miracolosamente si trovarono candidati ed eletti in Parlamento nel 2013, nullatenenti sulla dichiarazione dei redditi e di scarsi studi fuoricorso, da Di Maio a Dibba fino alle vere eroine quali la Taverna, la Lombardi e la Ciprini per non parlare del mitologico Crimi.

diffusione dell'innovazione

Le elezioni politiche del 2013 chiusero la vera fase dell’uno vale uno, del m5s come arte moderna per cui “potevo esserci io al posto loro, solo loro ci hanno pensato prima”, mentre con le elezioni europee del 2014 l’ingresso nel movimento incomincia a essere visto come il più veloce ascensore sociale per una nuova classe dirigente, e infatti progressivamente migliorano i profili dei candidati e si perdono come lacrime nel vento le imposizioni demagogiche sui rimborsi e sullo streaming delle riunioni.

ordinanza comune di roma

 

La Appendino e la Raggi rispondono pienamente a questa evoluzione della specie, con cv degni della miglior intellighènzia piddina e una presenza che avrebbe fatto brillare gli occhi al vecchio Berlusconi, discostandosi sempre di più dal prototipo dell’elettore grillino e acquisendo fascino sia per l’elettorato di destra e di sinistra.

fiamma m5s

Certo, l’elettorato vecchio stile del movimento 5 stelle, quello delle scie chimiche e del reddito di cittadinanza, costituisce la spina dorsale di questa vittoria, che però non si basa più su quei presupposti, come sempre nelle rivoluzioni i primi ad accorrere sono quelli che non hanno niente da perdere, ma che poi inevitabilmente sono i primi a essere messi da parte, come nella lista che Tognazzi depennava nella marcia su Roma.

(Riportiamo a titolo esplicativo il discorso di gioia di un sostenitore grillino pubblicato oggi su facebook:
“Qualcuno me lo può spiegare, un risveglio migliore di questo? La Raggi a Roma, la Appendino a Torino, e la Destra e la Sinistra l’hanno preso in culo fino a Piombino….SCOPAREEEEE”)

E allora la lettera del marito della Raggi fatta circolare oggi, che in realtà è l’ex marito della Raggi e la invita a ricordarsi dei vecchi tempi e che questa casa aspietta a ‘te, nella sua patetica ingenuità rappresenta nel miglior modo possibile questa transumanza settembrina, questo passaggio dall’adolescenza all’età adulta, questa dicotomia tra ragione e sentimento, la crisalide del grillo che non esiste e diventa un politico, con i bilanci da quadrare, i campi rom da asfaltare, altro che reddito di cittadinanza e wifi senza tav.

beppe ricordati degli amici

PS: Questo articolo è stato approvato dal comitato di redazione di Visiogeist nell’ottica di un piano di riposizionamento verso le istanze del Movimento Cinque Stelle, Movimento cui facciamo riferimento fin dalla prima ora.

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