la costa delle mosche

la costa delle mosche

stasera ho rivisto dopo un paio d'anni un tizio che pur non potendo chiamare amico ho però frequentato per diverso tempo, trovandolo allo stesso tempo divertente e irritante. era il tipico italiano, spavaldo e ignorante, ma non era stupido e sotto la sua buffoneria si intuiva anche una strana generosità. avevo sentito dire che stava diventando strano e faceva discorsi sconclusionati ma credevo che si trattasse di esagerazioni, e invece parlandoci mezz'ora devo per forza concludere che è davvero impazzito. ha cercato di parlarmi del signoraggio e poi in pochi minuti ha affrontato tutti i punti canonici del complottismo: l'olocausto non c'è stato, e neppure l'allunaggio; lo stato italiano è in realtà una società privata controllata dalle banche, Aldo moro é stato ucciso per questo; c'è gente che lo minaccia ed altra gente che vuol pagargli migliaia di euro per scrivere le sue idee ma lui non ci casca; si avvicina una catastrofe e lui sta vendendo tutto quello che ha perché a breve loro tenteranno di metterlo a tacere.
mentre diceva queste cose e accumulava prove e nomi di gente che non ho mai sentito come se fossero assolute autorità, si è accorto che lo compativo e si è infuriato.
a un certo punto mi ha spiegato che gli ebrei non sono semiti, bensì askenaziti. i veri semiti sono i palestinesi. poi ha sostenuto che è impossibile superare le fasce di van allen, perché sono più radioattive di una centrale nucleare. e inoltre ci sono resti fossili di alberi alti centinaia di chilometri. aldo moro, dal canto suo, aveva inventato la cinquecento lire del popolo, per questo gli ebrei l'hanno fatto fuori. ce l'aveva molto con gli ebrei e anche coi neri, che vengono mandati dagli ebrei o comunque da quelli che fanno il signoraggio, stampando moneta per trenta centesimi e vendendola agli stati in cambio di titoli pubblici del valore nominale delle banconote.
e mentre diceva queste cose con terribile serietà, mi é venuto una specie di freddo addosso. una persona che ho conosciuto, con cui ho riso e scherzato per anni, trasformata di colpo in una caricatura. naturalmente non è successo di colpo, ma comunque in un tempo abbastanza breve, e io non ho visto gli stadi intermedi quindi per me è stato come tornare a casa e trovare una cosa familiare stravolta, un mulo col collare del tuo cane, un amico coi capelli tutti bianchi o senza un braccio.
per un po' ho sperato che scherzasse ma non scherzava e la cosa peggiore è che più io apparivo dispiaciuto e più lui si incazzava. io ho avuto l'impressione fortissima che qualcosa in lui si rendesse conto e odiasse rendersi conto, così doveva odiare anche me.
la profondità del danno si vede dal fatto che non crede solo al signoraggio ma a tutta una serie di assurdità che non hanno nessuna relazione tra loro, a parte l'aspetto paranoico della costante deformazione della realtà da parte di qualcuno. ed è anche una falsificazione maldestra, perché secondo lui le prove della verità sono sotto gli occhi di tutti, ma ci rifiutiamo di vederle.
tra l'altro io ho letto molte teorie deliranti che erano anche abbastanza sottili, mentre la sua (che poi sembra la più comune) é anche grossolana e si basa su errori evidenti. non è un'elaborazione personale ma un miscuglio spappolato di mezze cospirazioni. non capisco se questo sia meglio o peggio.
una paranoia personale, costruita per avere un sistema che sostituisca quello normale, sarebbe forse segno di una mente piú organizzata, ma allo stesso tempo sarebbe anche più difficile da smontare. questa, invece, pare solo espressione di confusione mentale, per cui domani potrebbe anche abbandonarla per mettersi a credere negli angeli. é meno resistente, ma indica un deterioramento delle funzioni di base, una specie di demenza.
vederla sulla rete fa sorridere, ma dal vivo, e in una persona che conosci, fa paura.
credo che a tutti sia capitato di avere qualche amico o conoscente che "c'è scappato (di testa)".
quando ero un ragazzo si dava sempre la colpa a francobolli e micropunte, crescendo ho invece notato che succede anche a chi neppure beve.
potrebbe essere che adesso, grazie alla rete, tutti quelli un po' speciali abbiano una fonte comune dal quale attingere cazzate, così alla fine dicono tutti le stesse cose e confondono così anche il loro grado di paranoia.
una volta invece ognuno doveva inventarsi il suo delirio, c'era più originalità, e da quello che dicevano era possibile capire se erano solo un po strani, se erano in orbita bassa o se ormai la loro mente viaggiava oltre i limiti dello spazio conosciuto.
non è che uno si aspetti una paranoia del tutto originale, é chiaro che la gente prende pezzi di credenze e li mischia, ma c'è chi almeno li elabora, vi aderisce con un processo molto simile all'elaborazione delle credenze comuni, mentre questa persona (insieme a tanti altri) non fa nemmeno questo. sono degli orecchianti, hanno sentito ma non capito, ripetono brandelli come le vecchie signore che sanno pezzi sparsi del vangelo e li citano a capocchia. questo tizio apparirebbe pazzo anche a un cospirazionista organizzato.
e poi all'improvviso ho intuito che forse la stessa cosa dicono di me i vecchi amici.

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