l'ex ragazza in carriera di via torino

l'ex ragazza in carriera di via torino

ha 30 anni, ha fatto la bocconi come è giusto, ha lavorato per un po' in un'azienda con sogni di gloria, poi ha visto che non aveva abbastanza singleness of purpose e adesso sopravvive in un'azienda minore, e patisce quando rivede le amiche dell'uni che lavorano a Londra in una merchant bank.
non è bella e allora non può permettersi di uscire con ragazzi non belli, perché altrimenti le parrebbe di sembrare non bella come appunto si sente.
i ragazzi belli si fanno un giro e poi la mollano, e allora lei dice cose tipo basta uomini! e poi la sera dopo sono innamorata persa come fosse la quinta di sex and the city.
i ragazzi belli non le danno amore e nemmeno rispetto e allora lei finge di non volerli, ha il terrore di essere una qualunque e allora si immagina mitica come fosse un film dei vanzina, e anche le sue amiche che sono assolutamente normali sono coinvolte nel processo di squalunquizzazione, per cui le cose banalissime che fanno diventano incredibili, tipo a puerto escondido provocare a parole dei maschi che si stanno facendo i fatti loro oppure trovarsi con tutta la cumpa all'osteria dei binari o alle feste del salone del mobile.
ci tiene molto ad avere uno stile, ma se quando era giovane stare sul classico la faceva sembrare una ragazza bene, ora il tempo che passa la avvicina alla brutta copia della zia zitella: per perdere qualche anno ormai mischia cose di serravalle con altre di aspesi o zara, ma a volte si sente fuoriposto, come quando era andata da h&m, che poi raccontava che era stato come andare allo zoo.
sebbene sfidanzata, anzi proprio per questo, fantastica sul suo matrimonio con 300 invitati elegantissimi, ma lei che arriva in vespa, ristorante aristo-chic ma poi i suoi amici si buttano nella piscina, per l'occasione illuminata con dei cubi di plastica galleggianti con dentro le lampadine che importa un suo amico organizzatore di eventi.
sta di fatto che l'anno scorso, senza nessun'altra ragione che non fosse il non aver nessuna ragione per fare qualcosa, è andata a vivere da sola, visto che l'altro sogno di andare a fare la barista a ibiza è più che altro un pour parler durante le cenette etiliche.
la casa è in centro, gliel'ha prestata il suo amico sushi che è andato a lavorare un anno in australia, lei invita le sue amiche appunto mitiche a giocare alla play che l'amico le ha lasciato, e si divertono come delle pazze.
le vacanze sono in barca in grecia, con una cumpa di 30 persone su quattro barche, che a muoverli tutti si sente un'organizzatrice di eventi anche lei, e all'amico dei cubi di plastica sospira che forse quella era la sua vera vocazione; durante il viaggio c'è sempre un tipo un po' sfigato che la corteggia, e anche se con le amiche lo definisce inguardabile, comunque non le dispiace avere un cavalier servente cui ricorrere nei momenti di totale depressione.
in pratica è abbastanza delusa per essere disincantata e abbastanza intelligente per rendersene conto: si divertirebbe a leggere quesa descrizione, fino al momento in cui si accorge che è lei.