L'utente del forum del deboscio

Ho 22 anni, studio economia ed effettivamente me la passo bene. I miei sono entrambi avvocati, ma non ho voluto seguire le loro orme perché non mi va di essere bollato per sempre come “il figlio di”. Non mi fanno mancare nulla: auto, vestiti, svaghi… e nonostante spesso mi si consideri un ragazzo viziato, in realtà io so di meritare tutto ciò: sono perfettamente in corso, aiuto in casa, curo talvolta anche i bilanci dello studio dei miei. Non come alcuni dei miei amici che girano col mio stesso rolex oyster (regalatomi per il mio primo 30) senza però aver dato nemmeno un esame. Li odio, non so come facciano a non sentirsi in colpa. Ricordo un anno in cui non festeggiai il mio compleanno perché fui bocciato ad economia aziendale. Ma la colpa fu mia. Si perché io non sono uno di quei tipi che frignano additando l’assistente come “lo stronzo” ognivolta che l’esame va a cazzo. E’ sempre colpa tua, il caso non c’entra mai. L’università è fondamentale: prendere una laurea ti fa guardare le cose da una prospettiva più completa. Questo lo so perché i miei me lo hanno insegnato: loro sono partiti da zero, e io mi ritengo fortunato. Sono un tipo molto sveglio, ho miliardi di interessi, credo di essere l’unico nella mia città che suona Heavy Metal, legge Schopenauer e ama fare clubbing. Il tutto con il mio stile: so benissimo come presentarmi in ogni situazione: in disco sempre in tiro ma con discrezione; vesto di qualità, ma quella qualità che solo in pochi possono percepire (ad esempio tengo sempre sbottonato l’ultimo bottone del polsino della mia giacca su misura). Se la comitiva (e io di comitive ne giro parecchie, dai figli dei parlamentari a i figli dei fruttivendoli, perché bisogna parlare con tutti ma non dare confidenza a nessuno) è più modesta cerco di non dare nell’occhio, ma serbo sempre quel dettaglio che chi vuole può cogliere. Gli abiti, le scarpe, l’orologio sono una divisa per un uomo: non bisogna mai sentirsi inferiori. Tutt’al più in casi estremi bisogna comunque dimostrare una certa dignità. Non puoi in ogni caso stonare con l’ambiente che ti circonda. Vivo non proprio al centro, ma non è il quartiere che fa l’uomo.
Il deboscio l’ho conosciuto per caso, per le magliette. Ero dal parrucchiere e ti vedo su Max (che leggo solo lì, beninteso) questi ragazzi quasi miei coetanei che proponevano assieme alle magliette anche una filosofia di vita che è perfettamente in linea con la mia. Cioè quasi, perché effettivamente alcuni aspetti della mia vita erano un po’ poveri. Adesso leggendo il sito, i loro libri e frequentando il forum credo di aver capito perfettamente il loro pensiero e sono intervenuto su di essi. L’altro giorno volevo comprare i braccialetti di gomma della nike ma ripensando all’articolo che loro hanno scritto ho evitato di sporcare il conto della mia american express con una cosa “povera”. Mi sono reso conto che sono circondato da poveri. Ma ora mi sento un debosciato so che non sarò mai come loro. Sul forum poi ho imparato tanti modi di rispondere a tono quando litigo con un povero. In università un giorno una mia amica aveva sclerato e io le ho detto “controllati, non sei mica una scimmia!” Avreste dovuto vedere come ci è rimasta di merda… Ormai riesco a distinguerli perfettamente, i poveri. Mi sono pure iscritto su 2.0. Che risate. Prendere per il culo i bambinetti con le foto di Kakà o delle macchine modificate è uno scherzo, così come abbindolare le troiette di 15 anni con le foto delle vacanze valtur, o che si danno baci saffici davanti l’asse da stiro.
Vorrei tanto conoscere i tipi che stanno dietro a questa rivoluzione culturale. Adesso so cosa e come leggere, cosa e come guardare, cosa e come comprare.

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