Il tantra secondo Richard Sennett e Saskia Sassen

Il tantra secondo Richard Sennett e Saskia Sassen

Giovedì comunismo, venerdì innovazione,
il finesettimana per fare il pane fatto in casa. 
Ho invitato per cena due keynote speakers
per confrontarci sulla cultura dello sharing,
così tu, quando hai finito di scrivere quel bando,
mi dai una mano a apparecchiare mentre io rimetto
in cuffia il discorso in cui Steve Jobs dall'oltretomba 
dice che noi due dobbiamo vivere, ogni giorno adoperarci
per la vita, nient'altro che la vita, pura corrente che trasmette
impulsi dal corpo alla materia, perché il cielo non esiste.

Questa volta mi sono seduta sul letto, mi hai detto,
eri stanca persino di uscire, vieni a farti un giretto?,
e andare dove?, mi hai chiesto, son rientrata adesso,
sono le nove e devo ancora farmi una doccia e cenare.
ho insistito, esci ti aspetto, ci prendiamo una cosa, parliamo.
ma parlare di cosa, mi hai detto, un’altra serata a parlare di affitto?
con tu che mi dici che il prossimo mese ti fanno un contratto
e ti danno quattrocento euro al mese escluse le spese di pranzo e benzina,
o a lamentarsi in gruppetto dell’impossibilità condivisa di fare un progetto
che duri due giorni, di accendere un mutuo, a fare la gara a chi più insicuro,
a chi ha meno idea di cosa fare in futuro, ma anche tu non sei stufo?
scusami ho sonno e devo andare in cantina, mi riprendo la rete
che avevo buttato, quest’altra che ho messo è peggio dell’altra,
ci dormo malissimo e da due settimane mi sveglio con la schiena attrappita.
ci sentiamo domani, magari per pranzo, se ti sta bene, questa è la vita.

 

christian raimo

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