il mese perfetto dell'anno

il mese perfetto dell'anno

Il periodo perfetto dell’anno va dal 10 al 25 di gennaio.Per quel tempo la città è ormai spogliata dalle asimmetrie assurde delle feste e torna a svelare gli
spigoli delle forme geometriche elementari di cui è fatta.
La città non è più scena per un Holyday On Ice, ma la semplice quinta di
azioni utili e distratte, di eventi non straordinari.
Le luci sono solo quelle che servono e hanno solo funzione di illuminazione.
Non sono antidoto colorato all’oscurità precoce dell’inverno.
Al mattino il ghiaccio è vero e acceca i parabrezza. Fa persino male alle mani
e non è fatto di plastica o di spray come nelle vetrine. Incanta con la sua
lucentezza, con gli asterismi più veri delle luci a rincorsa di duecento
lampadine lasciate penzolare dai balconi.
Il periodo perfetto dell’anno si vive meglio dove c’è meno storia. Lontano dalle
strade ornate dai palazzi asburgici del centro, dove l’architettura è basilare. In
fondo alle strade create cinquant’anni fa da architetti comunali che
ammonticchiavano parallelepipedi. In fondo a quelle strade, non più offuscate
da luminarie a forma di agrifoglio, di stelle o caminetti si svela appieno
l’iperneorealismo. Dell’agrifoglio hanno preso il posto gli alberi spogli e radi di
zone verdi riservate ai cani. Tramontate le comete metalliche a cinque punte,
sorgono i corpi celesti che per primi si accendono al crepuscolo (solitamente
Venere). E poiché nessuno possiede caminetti negli edifici di edilizia
convenzionata, il fumo esce condominialmente dai camini di impianti
centralizzati. E si solidifica in sbuffi obliqui che più sono bianchi più vuol dire
che fa freddo.
Ma anche se si gela continuo a camminare in questo campionario di
geometrie per la scuola elementare. In questo periodo dell’anno le agende
sono ancora tutte bianche e la mia forse ancora più vuota di quelle degli altri.
Appofittando di questa assenza di impegni, potrei scatenare una rivoluzione.
Perché spesso i rivoluzionari cambiano i nomi ai mesi e stravolgono i
calendari. Suddividerei l’anno in due mesi. Il primo durerebbe molto poco, dal
10 al 25 di gennaio. Probabilmente lo chiamerei Perfetto. Il resto, di 300 e
passa giorni, avrebbe come nome, forse, Uffa.

tommaso labranca

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