COSA SOGNANO I CAMPIONI DEL MONDO DI FRECCETTE

COSA SOGNANO I CAMPIONI DEL MONDO DI FRECCETTE

Come diceva quel gran dispenser di consigli di Jim Morrison, prima di morire soffocato dal suo vomito, non importa se per il mondo non sei nessuno, l'importante è che per qualcuno sei il mondo.

D'estate i campioni del mondo degli sport li ritrovi tutti a Ibiza con le belle fighe, ma i campioni del mondo di freccette, ci vanno anche loro? Fanno il bagno dallo yacht con le veline, o quelle con cui escono si chiamano freccettine?

E' difficile da dirsi perché i campioni del mondo si distinguono dalle persone normali perché di solito sono fisicati, mentre i campioni del mondo sono uguali alle persone normali in maniera ubernormale: sono panzoni birrosi che se fanno 50 metri di corsa gli viene il fiatone, se guardi uno magro non c'è.

 

campioni del mondo di freccette

 

Il più grande (o gonfio, data la categoria) di tutti è il campione del mondo, Phil The Power Taylor, che ha un grafico che ci crede fino al punto di wolverinizzarlo, anche perché l'immaginario è quello.

 

phil the power taylor

 

Ho provato a guardare un po' di gare, e non c'è un campo da gioco che non ci siano tavolate di birre; anzi probabilmente il regolamento prevede che le birrozze facciano parte del campo da gioco.

 

 

Poi si sa come vanno queste cose, come in tutte le convivenze coatte, dai revisori ai consulenti ai freccettari, alla fine ci si fidanza e ci si sposa tra di loro,  in cattività.

 

 

A pensarci bene le freccette hanno tutte le caratteristiche per essere come tutte le altre cose. Probabilmente non decollano perché non hanno il mercato, tipo il calciomercato.

D'estate, mentre i calciatori e i freccettisti sono a Ibiza, è il momento più bello del calcio, perché c'è il calciomercato: le squadre si immaginano, si comprano giocatori fortissimi che sono migliori dei giocatori fortissimi che vendiamo, e anche i giocatori non troppo forti che arrivano a sostituire i fortissimi possiamo volergli bene e sperare che diventino fortissimi come quelli già fortissimi. 

 

Gianni il libro del deboscio

 

D'estate si ascolta Radio Sportiva e si legge la Gazza, e tipo su radio sportiva fanno 23 ore di aggiornamenti sul calciomercato, ma se c'è un quarto d'ora di notizie vere tipo su Nibali che vince il Tour de France o gli Stati Uniti che hanno bombardato Gaza e Netanyahu e Putin insieme dando il via alla WWIII, giù bestemmie fino a quando non ricominciano con gli aggiornamenti sul prestito oneroso con diritto di riscatto di Cigarini dall'Atalanta al Sassuolo.

Perché, come diceva Jim Morrison come anche prima Leopardi che adesso a Venezia c'è il film che lo interpreta Elio Germano, l'attesa della vita è molto meglio della vita stessa.

Sperare che la squadra ogni anno sia migliore quando evidentemente peggiora ogni anno, come il Milan, come Berlusconi, come diventare vecchi, come tirare freccette nel buco nero dell'universo che continua a espandersi, e non importa se è già stato detto, se è già stato descritto, se ci sono già stati altri campionati, altri mondiali, perché quello che conta è solo quello che si è adesso, anche se vecchi, anche se stanchi,  anche se affollati di ricordi, anche se gonfi di birra senza nessuna possibilità di andare a surfare a Biarritz, altrimenti non avrebbe senso continuare.

 

 

RSS