Giovanni Agnelli

Giovanni Agnelli

Avvocato, sono Marta Marzotto, e lui: Sì, lo so, sveltendo il passo per raggiungere l'ascensore.

Ci si innamora a vent'anni: dopo si innamorano soltanto le cameriere.

Una cosa fatta bene può essere fatta meglio.

Una volta che il microfono s'era guastato, qualcuno lo avvertì che i parenti in sala non avevano capito neanche una parola e lui rispose: Anche se non capiscono, sono d'accordo lo stesso.

Naturalmente, in viaggio, niente bagaglio né portafogli o similia.

Al tempo dei tempi, la famiglia andava al mare a Forte dei Marmi. Ogni tanto arrivava Gianni, piaceva ai nipoti. Una volta dette dieci lire a uno dei maschi più grandi e disse: Vatti a comprare un bel gelato di merda.

Gianni regalò un'automobile a Pamela Churchill, che era stata sua amante e adesso si sposava col vecchio Averell Harriman. Le fece portare le chiavi su un piatto d'argento, attaccate a un portachiavi napoletano a forma di bara. Pamela aprì la bara e dentro c'era uno scheletro con un'erezione.

Le tre cose più importanti della mia vita? Tutte e tre cominciano per F: la Fiat, la Ferrari e la f...

Andavo a Capri quando le contesse facevano le puttane. Ora che le puttane fanno le contesse non mi diverte più.

Compiuti i 40 anni Agnelli incontrò Valletta, che temendo di essere sollevato dalle cariche operative fece la voce grossa: "o me o lei a guidare l'azienda". E Agnelli: ma Professore, ci mancherebbe, Lei, Lei deve continuare" mentre cercava le chiavi della Ferrari alla volta di Montecarlo.

Gianni dava da mangiare ai cani con la forchetta.

Appena arrivava a New York, chiamava Torino e Roma per sapere se c'erano novità.

La ragazza che gli regalò un cucciolo di husky dicendogli: È uguale a te, brizzolato e con gli occhi azzurri. Da quel momento, gran moda degli husky in Italia.

Umberto e Gianni si telefonavano quattro o cinque volte al giorno, fino alle dieci e mezza di sera, poi Gianni richiamava la mattina dopo alle sei e mezza per sapere se c'erano novità.

Gli husky fuggivano dal recinto di Sant-Moritz per cacciare i daini engadinesi, gli Agnelli erano costretti a pagare grosse multe. A un certo punto la polizia li avvertì che, la prossima volta, gli husky sarebbero stati abbattuti e i cani smisero di scappare.

Gianni parte da villa Frescot alla guida della sua auto, seguita da quella della scorta. Scendono a rotta di collo per la collina. Prima dei semafori che attraversa regolarmente col rosso, prima del ponte sul Po, all'improvviso inchioda. La macchina della scorta non fa in tempo a fermarsi e lo tampona. Gianni Agnelli scende ridendo e dice all'autista: Lei è un grandissimo coglione.

Bella macchina, ma che sedili di merda. La volta dopo, Fabbri si presentò con la stessa Rolls Royce a cui aveva sostituito i sedili con due poltrone Luigi XVI.

Gli uomini si dividono in due categorie: quelli che parlano di donne e quelli che parlano con le donne. Io di donne preferisco non parlare.

Opinione diffusa che la sua partecipazione alla prima parte della guerra fosse in definitiva un evento sportivo.

Sua mania per i futuristi, dei coglioni, ma dei grandi artisti.

Gianni è appena stato a un funerale in Sicilia. È morto un vecchio aristocratico, col vizio della cocaina. Gianni racconta del caldo, degli amici che si disperano, che parlano del morto stracciandosi le vesti, per ore. Poi uno di loro dice: “Caduti da cavallo, bisogna ritornare in sella”. “Hai ragione” dicono gli altri. Uno alla volta si mettono ad armeggiare nelle tasche, tirando fuori pipette e scatolette. Gianni ride come un pazzo.

Mi emoziono anche quando vedo la lettera "J" in un titolo di giornale.

Quando l'Avvocato ricevette in visita Gorbachov, la prima cosa che gli disse fu: Venga, la porto a vedere la Juventus.

Diego Armando Maradona è stato migliore di qualunque allenatore.

Zinedine Zidane lo abbiamo preso perché ci farà vendere molte auto a Marsiglia ed in Algeria.

A proposito di Rui Barros: Non prenderemo più piccoletti: dalla tribuna non si vedono.

Ho conosciuto mariti fedeli che erano pessimi mariti. E ho conosciuto mariti infedeli che erano ottimi mariti. Le due cose non vanno necessariamente assieme.

Quando Platini mi re­galò uno dei suoi tre Palloni d'Oro, gli chiesi: ma è dav­vero tutto d'oro? Lui mi guardò sorridendo: e secon­do lei, avvocato, se era tutto d'oro glielo regalavo?

Non siamo una repubblica delle banane… Sa quale è la verità? Nel nostro Paese purtroppo non ci sono nemmeno banane. Ci sono soltanto fichi d'India.

Gli juventini veri sono quelli che dicono: quando hai amato una donna la ami anche se poi diventa una troia.

Novità? (Agnelli al direttore della Stampa, chiunque fosse)

Vi raccomando la Fiat. Ora è arrivato il momento di cedere il testimone. Ci siamo dati delle regole. Noi in Fiat parliamo di regole per seguirle, non come tanti oggi che ne parlano per non seguirle. Mi hanno detto: "Ma lei è un caso speciale". Io ho risposto: "Guai a quell'azienda dove esistono casi speciali".

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