Fabio Fazio che si ama da solo con un complicato sistema ecc.

Fabio Fazio che si ama da solo con un complicato sistema ecc.

MATTEO ERA BRUTTO.

AVEVA IL VOLTO DEVASTATO DALL'ACNE, IL COLLO TAURINO E LA SCOLIOSI.

I SUOI COMPAGNI DI CLASSE LO ASPETTAVANO SPESSO ALL'USCITA DELLA SCUOLA PER PICCHIARLO.

PERCHE' ERA BRUTTO.

CLAUDIA INVECE ERA BELLA.

AVEVA DEI GRANDI OCCHI AZZURRI, I CAPELLI BIONDI E I FIANCHI STRETTI, E UN SEDERE CHE STAVA SU DA SOLO.

MATTEO ANDAVA A VEDERLA QUANDO GIOCAVA A PALLAVOLO, CON GLI OCCHI ANCORA NERI PER LE BOTTE.

LA FISSAVA, E STUDIAVA LE SUE FORME FINO AD AVERLE BEN IMPRESSE IN MENTE.

POI TORNAVA A CASA, SI BUTTAVA SUL LETTO E SI SBOTTONAVA I PANTALONI.

ERANO CICLI DI ONANISMO MASSACRANTI, FORSENNATI E RABBIOSI.

RABBIOSI, PERCHE' SAPEVA CHE NON L'AVREBBE MAI AVUTA, CHE NON L'AVREBBE MAI NEMMENO SFIORATA. CLAUDIA, PROBABILMENTE, PERFINO LO DISPREZZAVA. POTEVA GODERE DI LEI SOLO NELLE SUE FANTASIE MORBOSE, E QUESTO NON FACEVA CHE ACCRESCERE LA SUA RABBIA, IN UN CIRCOLO VIZIOSO E PERVERSO.

SI SENTIVA IL LEOPARDI DELLA MASTURBAZIONE.

IL SIGNIFICATO DEL COSMO PER LUI ERA RACCHIUSO IN QUEL SENSO DI VUOTO CHE LO AVVOLGEVA AL TERMINE DI OGNI ZAGANELLA, CHE LO DIVORAVA E GLI MORDEVA IL CUORE COME UN MOSTRO SENZA NOME.

OGNI OCCASIONE ERA BUONA PER RAVVIVARE I LUMICINI DELLE SUE IRREALISTICHE SPERANZE: UNO SGUARDO, UN SORRISO, UN SALUTO...

POI ARRIVO' QUEL GIORNO.

MATTEO AVEVA TANTI DIFETTI, MA STUDIARE STUDIAVA. ECCOME SE STUDIAVA.

CLAUDIA LO AVVICINO', E GLI CHIESE CON VOCE MELLIFLUA DI LASCIARLE COPIARE IL COMPITO DI MATEMATICA.

ERA ABITUATA AD AVERE TUTTO CIO' CHE VOLEVA DAGLI UOMINI, E MATTEO NON SAREBBE STATO CERTO L'ECCEZIONE.

DI FRONTE ALLE SUE TITUBANZE, DECISE DI INVITARLO A UNA FESTA, QUELLA SERA A CASA SUA. E ACCOMPAGNO' QUESTO INVITO CON UN OCCHIOLINO.

CLAUDIA SI BECCO' UN NOVE E MEZZO IN QUEL COMPITO DI MATEMATICA.

LA FESTA A CASA SUA IN EFFETTI CI FU QUELLA SERA, E MATTEO PASSO' TUTTO IL TEMPO A GUARDARLA IN ATTESA DI UN SEGNALE.

POI A UN CERTO PUNTO FRANCO, CHE ERA FRA QUELLI CHE PESTAVANO REGOLARMENTE MATTEO, SALTO' SU CON UNA DOMANDA DEL TUTTO LEGITTIMA: "EHI CLAUDIA, MA MATTEO, CHE TI HA FATTO COPIARE IL COMPITO STAMATTINA, NON SE LO MERITA ALMENO UN BACIO?"

CLAUDIA REAGI' CON UN'ESPRESSIONE DI DISGUSTO: "MA NO, CHE SCHIFO!"

FORSE NON AVEVA NOTATO CHE LUI ERA PRESENTE, O FORSE NON LE IMPORTAVA.

MATTEO SCAPPO' A CASA A PRENDERE A PUGNI IL MURO, E A PIANGERE LACRIME DI ODIO.

E FU IN QUEL GIORNO, IN QUELLA SERATA FATALE, CHE DENTRO DI LUI GERMOGLIARONO I SEMI DELLA VENDETTA.

SE QUESTA STORIA FOSSE AMBIENTATA IN AMERICA, MATTEO AVREBBE COMPRATO UN FUCILE, E IL MATTINO SEGUENTE SAREBBE ENTRATO A SCUOLA COME UN ANGELO DELLA MORTE, A RIEMPIRE DI PIOMBO IL CULO PERFETTO DI CLAUDIA E DI TUTTI QUEGLI ALTRI STRONZI DEI SUOI COMPAGNI.

MA QUESTA E' UNA STORIA ITALIANA, E MATTEO SCELSE INFATTI UN MODO MOLTO ITALIANO DI VENDICARSI.

DA QUEL GIORNO SI MISE A STUDIARE SENZA SOSTA, GIORNO E NOTTE, PER AVERE I VOTI MIGLIORI, PRIMA AL LICEO E POI ALL'UNIVERSITA'.

LENTAMENTE E TENACEMENTE, SI COSTRUI' UN CURRICULUM DA FAR TREMARE I POLSI.

ENTRO' IN POLITICA, E DIVENNE IN BREVE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

UNA VOLTA AL POTERE INAUGURO' UNA STAGIONE DI SPESA PUBBLICA INCONTROLLATA, INVESTIMENTI SU INFRASTRUTTURE INUTILI E TAGLIO SELVAGGIO DELLE TASSE.

QUANDO FINALMENTE PERSE LE ELEZIONI, IL PAESE ERA IMMERSO IN UN DEBITO PUBBLICO TALMENTE COLOSSALE CHE IL GOVERNO DICHIARO' IL FALLIMENTO.

CLAUDIA NEL FRATTEMPO SI ERA SPOSATA ED ERA RIMASTA INCINTA.

MA MATTEO AVEVA DISTRUTTO OGNI POSSIBILITA' PER LEI DI AVERE UNA PENSIONE DECENTE, E INSIEME AVEVA POLVERIZZATO IL FUTURO DEI SUOI FIGLI.

PENSO' UN'ULTIMA VOLTA A LEI, MENTRE GUARDAVA IL TRAMONTO SCENDERE SUL MONDO, DALLA SUA VILLA NELLA PICCOLA ISOLA POLINESIANA CHE AVEVA COMPRATO COI SOLDI DEL FINANZIAMENTO AI PARTITI.

QUEL VUOTO LO SENTIVA ANCORA.

MA ORA ERA PARTE DI LUI.

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