Dimenticheremo tutto su dude mag

Dimenticheremo tutto su dude mag

Un libro che racconta la storia di una sceneggiatura di un film che prende vita e comincia a modificare la realtà che racconta: “Dimenticheremo tutto” di Riccardo C. Mauri e Giuseppe Schiavone edito da Visiogeist è questa caduta nei vortici e nei livelli della metaletteratura, nonché dei sottoboschi cinematografici e televisivi che popolano il mondo di Max Profeta,  regista iconoclasta dietro cui è facile intravedere una parodia di Sorrentino e Garrone, alle prese con la lavorazione del suo ultimo film.

Il  libro discute i limiti del linguaggio televisivo/cinematografico per parlare in verità dei limiti di chi utilizza quel linguaggio, un  linguaggio che ci parla da decenni: qualifichiamo quello che possiamo dire sempre come una scelta circa quello che non diciamo. Per questo, anche quando non parliamo della tv e del cinema, stiamo scegliendo di non parlare della tv e del cinema, della varia umanità che sopravvive nelle anticamere di quel mondo e della meno varia umanità che non ha alcun problema a ridere alla macchinetta del caffè replicando con approssimazione quell’imitazione di Crozza, quel tic di Mentana, quella bestemmia di Timperi, quella gaffe di Luca Giurato. Differenza e ripetizione.

Il web ha esploso e disintegrato questo linguaggio, alla fine iterando lo stesso tipo di dispositivo di generazione della realtà: una serie di riferimenti, di coordinate linguistiche nei confronti delle quali siamo costretti a posizionarci. Non esistiamo fuori da questi spazi.

E se il silenzio è l’ultima forma di resistenza, allora del sacrificio di cui non siamo capaci si è incaricato Max Profeta: il silenzio catodico, quando la realtà glitcha prima di spegnersi.

Qui gli estratti del libro in esclusiva per Dude Mag

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