Aristofreak

Aristofreak

AristofreakCiabattona, ricchissima della Santo Stefano bene, comunista vista mare di famiglia “comunista vista mare” mai sfiorata dalla seconda guerra mondiale e molto intonata a cantare "Bella Ciao" sorseggiando vini rossi pregiati, una che chiama i suoi bimbi i nani e appena vede un nano vero, copre gli occhi alla prole e vomita in un cespuglio le polpettine bio che costano tre euro l'una al mercato del contadino scoreggione in Val di Setta, quello solo per pochi adepti, al martedì. Una tipa tutta piss & love, vogliamoci bene, bacino bacino, patatino, piccino picciò, cazzino, passerina, patatina, il gelatino, la festina a Montesolino... un’aristofreak bolognese.

Adoro chiacchierare con lei. 
Adoro la sua falsità e ogni tanto mi diverto a prenderla in giro, ma purtroppo non se ne accorge mai e questo un po' mi fa ridere e un po' ci rimango male.
Stamattina era arrabbiata con una ministra molto più ricca di lei sul blocco dello stipendio agli statali, categoria alla quale appartiene con convinzione, da quando un baffone del sindacato l'ha piazzata lì perchè amico del padre, che venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre si tesserò.
"Sarà un autunno di lotta" mi fa.
"Cosa?" le faccio.
Poi mi tira un gran pippone sugli asili pubblici, sugli asili privati, sulle dade, le tate, i dadi, i domini, i giochi di società in legno e mi dice “Ti devi devo assolutamente iscrivere al sindacato” (dice sempre la parola "assolutamente"). 
Inutile farle capire che un sfighè con partita iva come me, con la tessera del sindacato ci fa qualche filtro per le canne e poco altro.
Però mi ha dato una buona notizia. 
Il prossimo anno iscriverà i suoi cinni in asili e scuole elementari pubbliche dove sa per certo che gli “extracomunitari” sono pressochè inesistenti. 
Una scelta stilistica abbastanza diffusa tra i suoi giri della Bologna bene e tra chi ha le bazze.
"Ho paura che gli stranieri portino l'ebola" mi ha detto.
"Tu mi fai paura" le ho detto.
Si è messa a ridere e dopo avermi invitato a una festina coi cinni nel parchino, se n’è andata a fare pilates.
"Se piove vengo" le ho detto.

Danilo Masotti

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